E’ tutta questione di immagine
24 04 2008
Prima la tentata scalata al Comune di Padova (elezioni 1999), poi leader dei Disobbedienti nel G8 del 2001. Ora novello scrittore! Luca Casarini, “attivista italiano noto per essere uno dei più importanti leader del movimento no-global italiano” (cit. Wikipedia), sta facendo davvero di tutto per riciclare la sua immagine al pari di tanti figuranti nello star system dei reality. Non ultima quella di scrivere un libro, “La parte della Fortuna”, che di per se potrebbe far notizia per la scoperta del lato scribbacchino del Casarini ma che in realtà è stata offuscata da ben altra notizia. Ossia che il libro in questione è pubblicato dalla Mondadori!
La casa editrice, in mano al gruppo Fininvest, è guidata da Maria Elvira Berlusconi (detta Marina), figlia proprio di quel Silvio Berlusconi tante volte criticato dal signor Casarini. Una notizia che, sul piano della comunicazione, non fa di certo una buona pubblicità al libro e al Casarini stesso. Il quale però, in un intervista al Corriere della Sera (qui), invece di rispondere sull’anomalia e l’incoerenza di questo gesto, preferisce tirare in ballo altri personaggi noti (Bisio - Lucarelli - Saviano).
“Bisio, che è di sinistra, non lavora a Zelig, su Canale 5? E poi, che ne so? Altri scrittori tipo Lucarelli o Saviano? Anche loro: pur essendo di sinistra, pubblicano con la Mondadori. E comunque, guardi, il mio vero problema è un altro”.
Peccato per lui che questo tentativo di comparazione non possa reggere in quanto Bisio, Lucarelli e Saviano non sono mai stati leader del movimento dei Disobbedienti.
“Non sono mai stato manicheo. Sarebbe come chiedere agli operai della Fiat se hanno problemi a lavorare per Montezemolo, o in passato per Agnelli. Volevo che il mio libro raggiungesse più persone possibile e invadesse più campi possibile: per quello ho puntato a Mondatori, la casa editrice più grande d’Italia, che edita D’Alema, Camilleri, Che Guevara. Forse tanti editori che si dicono di sinistra avrebbero avuto problemi a pubblicarmi, così come ora alcuni giornali cosiddetti di sinistra fanno problemi a recensirmi.”
(fonte: Corriere del Veneto)
Ossia quando ci fa comodo, non ci dobbiamo fare tanti problemi etici e politici.
Quando ci conviene!
Casarini oramai ce lo siamo giocato da un pezzo. Comunque meglio così, perché ci ha mostrato qual è il suo vero volto, quello di un arrivista.
Casarini ha sbagliato mestiere dall’inizio, si è riciclato in tante attività, ma dovrebbe iniziare dato la sua non più verde età a versare un po’ di sudore.
Il coltivatore diretto alla maniera dei nostri nonni potrebbe essere una soluzione, lavorare e non parlare; il problema che in Italia pubblicano i libri di chi non sa scrivere e uccide la cultura e la meritocrazia dei veri letterati rimane sepolta oppure in mano a squallide etichette indipendenti.
Casarini cambia mestiere e se puoi cambia nazione…………..